Il fiato corto

Ti è mai capitato di guardare il paesaggio dal finestrino di un’auto che va veloce?
Tutto è sfocato. Gli occhi non riescono a mettere a fuoco. Il cervello fatica a dare un senso a ciò che vede: guardare diventa quasi stressante.
Ora immagina la stessa strada, lo stesso panorama, ma l’auto rallenta.
All’improvviso gli alberi prendono forma. I colori si definiscono. La mente si rilassa in ciò che vede, perché finalmente ha il tempo di elaborarlo.
Ho filmato questo contrasto durante un viaggio recente e, più lo riguardavo, più mi ricordava qualcosa che vedo di continuo nel mio lavoro: gli schemi respiratori da stress.
La maggior parte di noi respira come un’auto lanciata a tutta velocità: respiri brevi e superficiali (15, 20, a volte 25 al minuto). Il nostro sistema nervoso non ha mai la possibilità di “vedere il paesaggio”. Resta in uno stato di allerta di fondo, elaborando tutto un po’ troppo in fretta, con un po’ troppa tensione, per tutto il giorno.
Ma quando rallentiamo il respiro (fino a circa 6 respiri al minuto, con inspirazioni ed espirazioni lunghe e piene), qualcosa cambia.
Il sistema nervoso smette di cercare minacce e comincia davvero a vivere il momento. La variabilità della frequenza cardiaca migliora. Il nervo vago segnala “sicurezza” al cervello. La chiarezza prende il posto del rumore di fondo.
È la base della respirazione in coerenza cardiaca, una delle tante tecniche respiratorie che insegno in Sbreeeze.
Il video è sui miei canali social: trovi i link in fondo alla pagina. La prima parte mostra il respiro “nervoso” e superficiale, la seconda la calma e la regolazione che il cervello sperimenta con una respirazione guidata e consapevole.
