Diaframma e cortisolo

Oggi vorrei raccontarti qualcosa in più su un muscolo straordinario: il diaframma, e il suo legame con il cortisolo.
Il diaframma non serve solo a respirare: influenza direttamente i livelli dell’ormone dello stress. Il meccanismo riporta sempre alla nostra risposta di attacco o fuga.
Quando respiri in modo superficiale (respirazione prevalentemente toracica), il corpo parla direttamente all’amigdala, e l’amigdala ascolta, interpretandolo come un segnale di minaccia di basso livello.
L’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene) risponde mantenendo una secrezione elevata di cortisolo, il principale ormone dello stress.
Una corretta respirazione diaframmatica, invece, funziona in modo diverso.
Il movimento meccanico del diaframma verso il basso a ogni inspirazione stimola le afferenze vagali, cioè le fibre sensoriali del nervo vago che corrono lungo il diaframma. Questo attiva la branca parasimpatica del sistema nervoso autonomo, che a sua volta inibisce l’attività dell’asse HPA e riduce la produzione di cortisolo.
Una respirazione diaframmatica lenta (circa 6 respiri al minuto) massimizza il guadagno del baroriflesso e aumenta la variabilità della frequenza cardiaca (HRV): due indicatori affidabili di un buon tono parasimpatico e della capacità di regolare il cortisolo.
In breve: il modo in cui respiri non è solo un riflesso passivo. È un input attivo, che si può allenare, per il tuo sistema neuroendocrino.
Quante volte durante la giornata respiri davvero così?
Vuoi sentire la differenza?
Prova per 5 minuti:
- Inspira lentamente dal naso per 5 secondi: lascia che si espanda prima la gabbia toracica, mentre la parte alta del petto resta relativamente ferma.
- Espira lentamente per 5 secondi: lascia che la gabbia toracica torni alla sua posizione naturale.
- Mantieni un ritmo fluido, senza forzare.
È una delle prime cose su cui lavoro con ogni persona che seguo, perché tutto il resto si costruisce sopra.
